CASA

TEMPIO NEL TEMPO

Attraverso questo lavoro, il desiderio di ritrovare il valore originario delle cose, restituire alla casa la sua primeva vocazione.

Cerchiamo un rifugio. Un luogo nostro, dove poter vivere un’intimità profonda e nuda. Un luogo di protezione, di verità, di sicurezza. Da sempre quel posto si chiama casa.

Uno spazio al di fuori del tempo, dove regna un silenzio non necessariamente privo di parole, un silenzio di pace e di Armonia.

Lì, dove desideriamo stringerci con chi amiamo; lì, dove ricevono asilo preoccupazioni e gioie; lì, il posto da cui partiamo e dove vogliamo tornare.

Emotivamente densa di tutti quei sentimenti che nutriamo, la casa diviene specchio dell’anima. Quelle mura cessano, così, di essere semplice amalgama di mattoni e calcestruzzo, nascondendo al loro interno qualcosa di più alto, un aspetto “Altro” che le rende sacre.

Qui trovano spazio dolci rituali, quotidiani gesti, preziose cure che offriamo a noi stessi e alle persone amate per renderci onore.

Spogliata del suo significato accessorio, finalmente, la casa si riappropria della sua vera essenza, tornando ad essere un luogo di culto, un tempio.

Tutti i templi, i culti religiosi, le tendenze spirituali, per quanto estremamente differenti tra loro hanno come obiettivo comune la ricerca della sincera essenza dell’uomo e dei rapporti.

Il tempio, nel tempo e nello spazio, è luogo di mediazione tra l’umano e il divino, e si propone come il posto in cui riusciamo a ritrovare il valore originario delle cose, un sentiero che ci conduce alla conoscenza e alla scoperta del significato.

Rendere la casa tempio è, perciò, un atto destinato a giungere al di là della semplice ispirazione o del particolare decoro, arrivando a rappresentare la costruzione di un’area unica e personale, di un ambiente che celebra la sacralità della nostra vita.

Un posto per sentirsi, per sentirsi liberi, per sentirsi a Casa.

JULIANA DALTIN